Sette mausolei in pietra bianca del XVIII secolo a Şamaxı dove riposano gli ultimi khan del canato di Shirvan.

Descrizione

Yeddi Gumbazyeddi günbəz, «sette cupole» in azerbaigiano— è un recinto funerario alla periferia di Şamaxı, a circa 120 km a ovest di Baku. Le sette strutture si ergono su un terreno recintato: cupole di pietra calcarea bianca, tamburi ottagonali, archi ogivali agli ingressi. Sono edifici modesti, privi di mosaici o dorature, ma ben proporzionati, e contro il cielo limpido della regione di Shirvan attirano l'attenzione già dalla strada.

Entrando nel recinto si nota che il complesso storico è parzialmente assorbito da un cimitero più recente, con lapidi che si stringono attorno ai mausolei antichi. Non ci sono recinzioni che delimitino chiaramente dove finisce il medievale e dove inizia il contemporaneo. Questo conferisce al luogo una certa continuità viva: la gente di Şamaxı continua a seppellire i propri morti vicino ai propri governanti. L'interno dei mausolei è austero —lastre tombali lisce, pareti nude in alcuni casi— e il valore reale sta nel leggerli come insieme, come l'ultimo gesto di rappresentanza di una dinastia che scompariva.

La città di Şamaxı merita una sosta prima o dopo: ha una moschea Juma di notevoli dimensioni, con una storia che risale al IX secolo sebbene ciò che si vede oggi sia una ricostruzione successiva, e un mercato dove si vendono tappeti della regione. Il tragitto di ritorno verso Baku lungo la strada M3 offre ampie vedute sulle basse colline del Grande Caucaso.

Storia

Il canato di Shirvan fu uno degli stati azerbaigiani che guadagnarono una reale autonomia quando l'Impero safavide si indebolì nel XVIII secolo. I suoi khan governarono da Şamaxı e costruirono il complesso di Yeddi Gumbaz come pantheon dinastico: qui sono sepolti diversi governanti e membri della loro famiglia. Il periodo di indipendenza fu breve; nei primi decenni del XIX secolo l'espansione russa nel Caucaso pose fine al canato come entità politica. Il complesso è stato riconosciuto come monumento storico dal governo azerbaigiano ed è stato oggetto di lavori di consolidamento e restauro negli anni recenti.

Cosa vedere e fare

  • Sette mausolei Le strutture funerarie centrali variano leggermente in dimensione; la più grande corrisponde al khan principale. Ciascuna ha il suo tamburo ottagonale e la sua cupola di pietra calcarea bianca, ben riconoscibili dall'esterno del recinto.
  • Cupole di pietra calcarea bianca Il materiale è locale ed era segno di status nella regione di Shirvan. La pietra bianca contrasta con le costruzioni di terra e mattoni dei dintorni e rimane l'elemento più fotografabile del complesso.
  • Cimitero circostante Le tombe più recenti che circondano il sito storico includono lapidi con calligrafia araba e motivi floreali scolpiti. Vale la pena percorrerlo brevemente per vedere come convivono i due strati temporali.
  • Moschea Juma di Şamaxı A pochi minuti in auto, questa moschea ha radici nel IX secolo sebbene la struttura attuale sia posteriore. È uno degli edifici religiosi più visitati dell'Azerbaigian rurale.
  • Mercato dei tappeti di Şamaxı Nel centro della città si trovano bancarelle e negozi con tappeti della regione, alcuni ancora realizzati con tecniche tradizionali di Shirvan.

Galleria fotografica

Come arrivare

Yeddi Gumbaz si trova alla periferia di Şamaxı, a circa 120 km a ovest di Baku lungo l'autostrada M3. Da Baku partono marshrutkas per Şamaxı dalla stazione di Bakikhanov; il tragitto dura circa due ore. In auto propria il percorso è un po' più breve. Dal centro di Şamaxı il complesso è segnalato e si raggiunge in taxi o a piedi in pochi minuti.

Periodo migliore per visitare

La primavera e l'autunno sono i periodi migliori per visitare Şamaxı e dintorni: temperature tra 15 e 25 °C e luce radente che fa risplendere le cupole bianche di Yeddi Gumbaz con maggiore intensità, soprattutto nel tardo pomeriggio. L'estate è calda ma più sopportabile che nella pianura caspica. In inverno può nevarsi e il paesaggio delle colline di Shirvan diventa più sobrio, anche se la visita al recinto rimane possibile.

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