Parco Nazionale del Lago Arpi
Արփի լիճ
Lago d'altopiano nel nord-ovest dell'Armenia, rifugio per le gru migratorie e torbiere vulcaniche, lontano dal turismo di massa.
Posizione nel Caucaso
Descrizione
Il lago Arpi occupa una depressione poco profonda nell'altopiano vulcanico di Shirak, nel nord-ovest dell'Armenia, a circa 2.000 metri di altitudine. Non è un lago di pareti rocciose né di acque turchesi: è uno specchio tranquillo circondato da prati umidi, torbiere spugnose e campi di lavanda selvatica. Nelle giornate limpide, il vulcano Aragats — con le sue quattro cime a 4.090 metri — chiude l'orizzonte a sud come uno sfondo che pochi turisti arrivano a vedere da qui.
La singolarità del luogo è biologica. Il lago Arpi è una delle principali aree di riproduzione delle gru comuni in Armenia, e durante le migrazioni funge da tappa per migliaia di uccelli acquatici: anatre, folaghe, piovanelli e limicoli che coprono l'acqua all'alba. I birdwatcher costituiscono la maggior parte dei visitatori; gli altri arrivano per curiosità o di passaggio verso Gyumri.
L'infrastruttura è minima e questo fa parte del fascino. Non ci sono hotel presso il lago; l'accesso principale avviene per strade sterrate dal villaggio di Jrahavet, dove alcune famiglie accolgono i viaggiatori. Le torbiere del Parco Nazionale del Lago Arpi ospitano anche il gambero di fiume armeno, specie endemica in pericolo la cui presenza indica la salute dell'ecosistema. Camminare lungo la riva in primavera, con il terreno cedevole sotto i piedi e l'aria piena del gracchiare delle gru, è un'esperienza difficile da trovare altrove nella regione.
Storia
Il bacino del lago Arpi fu abitato dall'Età del Bronzo, come attestano i petroglifi e i resti archeologici dispersi sulle colline circostanti. In epoca medievale il territorio fece parte del principato armeno di Shirak. Durante il periodo sovietico il lago venne sfruttato per l'irrigazione agricola: il suo livello scese in modo significativo e l'ecosistema delle zone umide subì danni duraturi. Dopo l'indipendenza dell'Armenia nel 1991, iniziarono i lavori di recupero idrico, e nel 2009 il governo istituì il Parco Nazionale del Lago Arpi per proteggere le zone umide, le torbiere e le colonie di uccelli che avevano cominciato a riprendersi.
Cosa vedere e fare
- Osservazione delle gru comuni In primavera (marzo-aprile) e in autunno (settembre-ottobre), migliaia di gru si concentrano al lago Arpi; l'alba, con i branchi che si alzano in volo sull'acqua immobile, è uno dei momenti naturali più intensi del nord dell'Armenia.
- Torbiere e prati umidi I bordi del lago presentano zone di torbiera accessibili a piedi; il terreno è spugnoso e i piedi si bagnano, ma la flora è notevole: giunchi, giaggioli acquatici e, in alcune zone, piante carnivore tipiche dell'altopiano di Shirak.
- Petroglifi dell'Età del Bronzo Sulle colline vicine al lago Arpi si trovano incisioni rupestri la cui posizione è meglio chiedere nel villaggio di Jrahavet, poiché non sempre sono segnalate.
- Vedute del vulcano Aragats Nelle giornate limpide l'Aragats domina l'orizzonte a sud con la sua sagoma a quattro cime; la composizione del lago in primo piano e il vulcano sullo sfondo è caratteristica di questo angolo dell'Armenia.
- Monastero di Marmashen A circa 60 km dal lago, vicino a Gyumri, il monastero di Marmashen del X secolo è una tappa naturale da abbinare alla visita al parco nazionale.
Galleria fotografica


Come arrivare
Il lago Arpi si trova a circa 250 km da Yerevan. Il percorso abituale passa per Gyumri, raggiungibile in marshrutka dalla capitale in circa 90 minuti. Da Gyumri occorre un taxi o un'auto a noleggio per raggiungere il lago (60 km, circa un'ora su strada parzialmente sterrata). Non esiste trasporto pubblico diretto. La visita si abbina bene con Gyumri e il monastero di Marmashen.
Periodo migliore per visitare
Il periodo migliore è la tarda primavera (maggio-giugno) e l'autunno (settembre-ottobre), in coincidenza con le migrazioni degli uccelli al lago Arpi. In estate l'altopiano di Shirak offre temperature piacevoli di giorno (15-22 °C), ma le notti sono fresche anche a luglio. L'inverno è rigido: neve abbondante, gelate frequenti e accesso difficile per le strade sterrate.
Foto: Dav Sargsyan · CC BY-SA 4.0