Complesso monastico del XII secolo nella foresta di Tavush, con khachkar a traforo in pietra e ingresso gratuito. Silenzio quasi garantito nei giorni feriali.

Posizione nel Caucaso

Descrizione

Il Monastero di Goshavank sorge nel villaggio di Gosh, nella regione di Tavush, nell'Armenia nordorientale, a circa 20 km da Dilijan. Il complesso si affaccia sul bordo di una fitta foresta di faggi e querce; nei giorni feriali è probabile non incontrare altri visitatori nel recinto. L'aria profuma di legno umido e pietra antica, quell'odore che lasciano i monasteri armeni ben immersi nella vegetazione, soprattutto dopo la pioggia.

La pianta è compatta: tre chiese di diverse dimensioni raggruppate attorno a un gavit — portico coperto con colonne — del XIII secolo. Il Gavit di Goshavank combina motivi geometrici con figure animali nei suoi archi. I khachkar dell'esterno meritano un'osservazione attenta: ve ne sono in vari stadi di elaborazione, dalle forme semplici a quelle della scuola tarda con traforii in pietra di straordinaria precisione. Il khachkar più celebre, realizzato dal maestro Poghos nel 1291, è posto davanti alla chiesa minore; il suo intreccio ricorda l'intaglio tessile. Le pareti interne delle chiese conservano affreschi frammentari; predomina la pietra nuda, senza ornamenti.

Il villaggio di Gosh è piccolo, con appena mille abitanti. Esistono alcune case che offrono alloggio e cucina casalinga. La strada che sale da Dilijan è in buona parte asfaltata e percorribile tutto l'anno, sebbene dopo piogge intense i tratti non asfaltati possano diventare fangosi. L'ingresso è gratuito, come avviene nella maggior parte dei monumenti storici armeni.

Storia

Mkhitar Gosh, monaco, giurista, teologo e scrittore, fondò il monastero nel 1188 con il sostegno del principe Ivane Zakaryan. Il Datastanagirk, il primo codice giuridico medievale armeno, fu opera sua e divenne riferimento legale per secoli. Goshavank prosperò come centro accademico di primo rango: durante il XIII secolo fu uno dei nuclei intellettuali del Caucaso armeno. Nelle sue aule si insegnavano diritto, filosofia, scrittura, miniatura di manoscritti, greco e latino. Dopo la morte di Mkhitar Gosh nel 1213, sia il monastero che il villaggio adottarono il suo nome. Le invasioni mongole e le successive instabilità ridussero la comunità. I restauri moderni (1957–1966 e successivi) hanno consolidato gli edifici principali.

Cosa vedere e fare

  • Chiesa della Santa Madre di Dio (Surb Astvatsatsin) La più grande del complesso, costruita tra il 1191 e il 1196, con volta su tamburo circolare e il gavit addossato a ovest. L'interno ha proporzioni solenni; nell'abside restano frammenti di affreschi. È un esempio canonico dell'architettura medievale armena.
  • Gavit del XIII secolo Portico coperto con colonne i cui archi combinano puri motivi geometrici con figure animali scolpite. La struttura trasmette la doppia funzione di nartece (ingresso liturgico) e sala delle assemblee.
  • Khachkar a traforo Le croci di pietra sono la ragione principale per visitare. Il khachkar di Poghos (1291) davanti alla chiesa minore è un lavoro di traforo straordinario; altri dello stesso periodo adornano le pareti esterne. Il contrasto tra khachkar semplici e ornati mostra l'evoluzione tecnica nel corso di un secolo.
  • Chiesa di San Gregorio (Surb Grigor) Accanto alla chiesa principale, costruita nel 1231 in basalto scuro, che contrasta con la pietra arenaria del resto del complesso. Architettura compatta e finestre strategicamente orientate verso i khachkar esterni.
  • Chiesa di San Gregorio l'Illuminatore (Surb Grigor Lusavorich) La chiesa più piccola, del XIII secolo, con decorazione ornamentale sulle pareti esterne e considerata dai locali un gioiello. I khachkar originali fiancheggiavano il suo ingresso; uno fu trasferito al Museo di Storia dell'Armenia a Yerevan.
  • Biblioteca-campanile a due piani Costruita nel 1241 (biblioteca) e rinforzata nel 1291 (campanile), contiene nicchie per conservare manoscritti. Architettura di tipo accademico, simile a quella di Haghpat.
  • Contesto boschivo nella regione di Tavush La foresta che circonda il monastero cambia radicalmente con le stagioni. In autunno, querce e faggi si tingono di arancione e oro, creando un contrasto drammatico con la pietra grigia. La Riserva Naturale di Dilijan protegge questa zona; a 3 km, il Lago Gosh è una meta secondaria raggiungibile a piedi, una serena laguna forestale.

Galleria fotografica

Monastero di Goshavank, TavushKhachkar di Goshavank, ArmeniaComplesso monastico di Goshavank circondato dalla foresta

Come arrivare

Goshavank si trova a 20 km a nord di Dilijan lungo una strada che sale attraverso la foresta. Da Dilijan si prende un taxi fino a Gosh (circa 15–20 minuti; tariffa tipica 3.000–5.000 dram). Dilijan ha collegamenti regolari in marshrutka (minibus condiviso) con Yerevan (circa 2 ore; ~1.000 dram / €2–3). Da Yerevan, un taxi privato costa circa 12.500–18.500 dram (approssimativamente €26–38). Chi visita il Lago Sevan, il monastero di Haghartsin o Haghpat può combinare Goshavank nella stessa giornata o in una vicina.

Periodo migliore per visitare

La primavera (aprile–maggio) e l'autunno (settembre–ottobre) sono ideali: le foreste di Tavush mostrano colori intensi e le temperature si aggirano sui 15–20°C. L'estate è più fresca che nel resto dell'Armenia (20–25°C), il che la rende confortevole. L'inverno porta neve; la strada può restare bloccata per giorni dopo una tempesta. Il monastero rimane accessibile, ma l'accesso senza un veicolo con pneumatici adeguati è complicato.

Ulteriori informazioni

Foto: Pandukht · CC BY-SA 3.0