Il lago più esteso della Georgia, a 2.100 m sull'altopiano vulcanico di Javakheti: acqua grigio-azzurra, vento costante e orizzonte senza alberi.

Posizione nel Caucaso

Descrizione

Arrivando al Lago Paravani, la prima cosa che colpisce è l'assenza. Non ci sono alberi, non ci sono edifici, quasi nulla interrompe la linea tra l'acqua e il cielo. L'altopiano di Javakheti è un territorio vulcanico e arido, e il lago — il più grande della Georgia con circa 37 km² — riflette quella nudità con un'onestà difficile da elaborare. Il vento arriva senza ostacoli da qualsiasi direzione e in primavera può essere tagliente anche sotto un sole limpido. L'acqua assume un colore grigio-azzurro che cambia ogni volta che una nuvola passa sopra; a volte sembra piombo, a volte quasi verde.

Le rive del Lago Paravani sono basse e paludose in molti tratti, il che rende difficile percorrere il bordo a piedi. Non ci sono sentieri attrezzati né segnaletica di alcun tipo. La maggior parte dei visitatori arriva in auto e resta vicino al veicolo. Nei mesi estivi, pastori delle comunità armene locali portano i loro greggi a pascolare nei dintorni, ed è comune imbattersi in mucche sulla riva stessa. Nelle giornate limpide si vedono in fondo i coni dei vulcani estinti di Samsari, che danno al paesaggio quella sensazione di trovarsi su un altro pianeta.

L'area è del tutto priva di infrastrutture turistiche. Non ci sono bar, negozi né bagni pubblici vicino al lago. Se si viene da Akhalkalaki, conviene portare acqua, cibo e abbigliamento caldo anche d'estate. In compenso, la solitudine e l'ampiezza del paesaggio sono genuine: in bassa stagione è possibile trascorrere ore senza incontrare nessuno oltre a pastori e uccelli.

Storia

Il Lago Paravani ha origine vulcanica: colate laviche provenienti da eruzioni antiche hanno bloccato il drenaggio naturale dell'altopiano di Javakheti formando questo bacino a quasi 2.100 metri di quota. La regione fu storicamente zona di transito e insediamento armeno, eredità che i villaggi vicini conservano nelle loro chiese medievali e nella lingua parlata ogni giorno. Durante il periodo sovietico si studiò l'utilizzo del lago per progetti di irrigazione, ma gli interventi su larga scala non furono mai realizzati, il che spiega lo stato quasi inalterato delle sue rive. Oggi Paravani rimane uno dei laghi d'alta quota meno modificati del Caucaso.

Cosa vedere e fare

  • Riva nord La parte più accessibile in auto dalla strada principale; offre la vista più aperta verso il centro del Lago Paravani e i vulcani di Samsari sullo sfondo. È il punto da cui la maggior parte dei visitatori fotografa il lago.
  • Avifauna acquatica Il lago è area di sosta e nidificazione per diverse specie di uccelli acquatici, tra cui cavalieri d'Italia, anatre e occasionalmente fenicotteri in migrazione. Gli avvistamenti migliori sono all'alba durante la primavera e l'autunno; si consiglia di portare il binocolo.
  • Paesaggio vulcanico dell'altopiano di Samsari I coni e le colate laviche che circondano il lago sono visibili dalla riva nelle giornate limpide e meritano una deviazione se si viaggia con un proprio veicolo. La texture nera della roccia contrasta con i pascoli color ocra.
  • Akhalkalaki La città più vicina al lago, a circa 15 km, ha un mercato locale animato nei giorni di fiera e diverse chiese armene medievali che meritano una sosta. È l'unico posto dove fare rifornimento, mangiare o comprare provviste prima di andare al lago.
  • Villaggi armeni di Javakheti I villaggi intorno ad Akhalkalaki conservano un'identità culturale armena molto viva: si parla armeno per strada, le chiese sono attive e l'architettura in pietra nera vulcanica è caratteristica della zona.

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Come arrivare

Il percorso abituale è da Akhalkalaki, a circa 15 km a sudest del lago; l'ultimo tratto non è asfaltato e richiede un veicolo con adeguata altezza da terra. Da Tbilisi, Akhalkalaki si raggiunge in circa 3 ore in auto percorrendo la strada di Borjomi-Akhaltsikhe. Non esiste trasporto pubblico diretto al lago; da Akhalkalaki è possibile concordare un taxi locale. In estate la pista è percorribile con un'auto normale; in inverno può essere bloccata dalla neve da novembre ad aprile.

Periodo migliore per visitare

Giugno e luglio sono i mesi più comodi: temperature di 15-20°C di giorno e notti fresche che possono scendere sotto i 5°C, quindi conviene portare un giubbotto. Ad agosto il vento può essere forte e il sole picchia senza ombra possibile a questa quota. Maggio è buono per gli uccelli ma il terreno è molto umido. L'inverno chiude gli accessi per mesi; non è praticabile senza un 4×4 ed esperienza nella neve.

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